Il Centro
RIJNSBURG

Le attività promosse, ideate, ospitate dal Centro Rijnsburg - gli "incontri" che danno luogo alla sua "vita culturale" - costituiscono la ragione di fondo e l'aspetto più proprio dell'esistenza stessa del Centro Rijnsburg.
La vita del Centro Rijnsburg è "culturale" soprattutto perché è animata da un'idea di cultura che non si esaurisce nell'attribuirsi, e nel limitarsi, a quel tipo di attività solitamente definite "culturali". Si tratta, invece, di un'idea di cultura che si richiama all'aver cura, al coltivare, all'aver cura di sé e del proprio vissuto. Coltivare il rapporto con il proprio spazio di vita: aver cura dell'humus, curare radici, praticare innesti.
Questa idea di cultura si riconduce al senso più autentico dell'incontro. L'esperienza dell'incontro, l'incontro come esperienza: l'esperienza autentica è quella che modifica realmente chi la fa; in un incontro autentico, non si è più gli stessi di prima. Soprattutto per questo, il Centro culturale è "attivo", vive di "attività".
L'attività "culturale" del Centro Rijnsburg fa tutt'uno, dunque, con l'esperienza dell'incontro. L'incontro autentico, il mettersi in gioco, l'apertura all'altro, la riflessione sull'identità propria: tutto questo significa, prima di tutto, che l'altro - il diverso, il prossimo, l'estraneo, lo straniero - è necessario. Riconoscere e accettare la necessità dell'altro per la comprensione della propria identità è molto più che una dichiarazione di tolleranza, sulla quale spesso incalza tanta retorica: riconoscere che l'altro ci è necessario non può voler dire, semplicemente, "tollerarlo". Accogliere l'altro come necessario significa amarlo (come se stessi, come l'altro se stesso).
Gli incontri del Centro Rijnsburg sono dunque incontri di orizzonti, di esperienze, di discipline diverse. Ma, anche qui, lontani da tanta - e non a caso difficilmente pronunciabile - retorica del "multidisciplinare".
L'attività culturale del Centro Rijnsburg è pratica di disciplina. La disciplina, certo, non come ordine esteriore, "altro", con norme da accettare e rispettare (o, comunque, a cui obbedire: e, dunque, "senza rispetto") - La disciplina che il Centro Rijnsburg accoglie è la disciplina di chi percorre con rigore le diverse possibilità aperte dal linguaggio della propria pratica "culturale", di ricerca, artistica, di pensiero. E' lo stesso rigore di chi, all'interno della propria disciplina, rifletto sul suo statuto, ne indaga il linguaggio cercando, dall'interno, di praticarne i margini.
A guardar bene, è il rigore "necessario" a chi si mette in gioco rispondendo al richiamo, al confronto, alla rigorosa pro-vocazione di "altre" discipline.
Gli incontri del Centro Rijnsburg - dibattiti, mostre, concerti, seminar!, performance, letture... - sono allora un tipo assai particolare di "rappresentazioni": essi non intendono rappresentare altro che l'esperienza di apertura, di incontro, di partecipazione in cui il "pubblico" scopre il volto più proprio e ricopre il suo ruolo più autentico: rappresentare quella "quarta parete" che permette l'apertura e, al tempo stesso, la stabilità e la forza di una costruzione o delle sue fondamenta. E' su una "costruzione" di questo tipo che il Centro Rijnsburg fonda la sua apertura.
Lucio Saviani